██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Lodron
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
I mwcaLodron, o mwcqLodrone, sono una famiglia nobile mwcgtrentina, originaria della piana di mwcwStoro, in mwdaValle del Chiese a nord del mwdqlago d'Idro. I primi documenti che ne attestano la storia risalgono alla fine del mwdg1100, anche se leggende del passato parlavano di un Silvestro di Lodron partecipante alla prima mwdwcrociata del 1099.
Dalla piana di Storo, i Lodron estendono il loro dominio a mweqPieve di Bono con mwegCastel Romano, in mwewVal Vestino a mwfaMagasa e in mwfqVal Rendena. Nel 1452 ottengono il titolo e la dignità di conti dell'Impero e l'amministrazione della mwfgContea di Lodrone. In quel secolo, nel 1456, i Lodron estendono la loro presenza e influenza in mwfwVallagarina, impossessandosi, mano armata, dei castelli di mwgaCastelnuovo-Noarna di Nogaredo e di mwgqCastellano strappandoli alla famiglia dei mwggCastelbarco. Il loro dominio si arricchì inoltre di possedimenti nel mwgwBresciano con il feudo di mwhaCimbergo, in mwhqValcamonica, e proprietà a mwhgConcesio, in mwhwVal Trompia e nel mwiaVeronese. Successivamente la Casata sposta i centri dei propri interessi in terra mwiqaustriaca, dove nel mwigSeicento Paride Lodron di Nogaredo mwiwCastellano (Villa Lagarina) e Castelnuovo Noarna diventa mwjaarcivescovo di Salisburgo. Dalla fine del mwjqXVII secolo la famiglia Lodron ha maggiori interessi in territorio austriaco ed in gran parte là dimora.
La famiglia può vantare matrimoni con membri di Case Sovrane, come quelli, nel 1817, del Conte Clemente Giuseppe con la Principessa Maria Antonia di Hohenzollern, e (assai più recentemente) della contessa Beatrice di Lodron-Laterano (n. 1961) con il Principe Wolfang di Baviera (n. 1960).
Contents
• Storia
• Storia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Nei documenti storici il nome Lodron ricorre la prima volta in un contratto d'affitto del 10 marzo mwlg1086 che gli uomini di mwlwLodrone conclusero con quelli di mwmaAnfo per lo sfruttamento dei pascoli nella mwmqvalle del Caffaro e per il diritto di pesca nel mwmglago d'Idro: nel documento è citato un certo mwmwCalapino di Lodrone. Lo stesso Calapino di Lodrone risulta, in un documento del 27 agosto 1185, vassallo del conte Enrico di mwnaAppiano. Il castello di Lodrone venne affidato, in feudo il 24 agosto del 1189 dal mwnqvescovo di Trento mwngCorrado II di Beseno, a tredici uomini "mwnwde Setauro" (Storo), i quali rappresentavano le sette famiglie che avevano giurato di aiutarsi vicendevolmente per l'ottenimento dei beni appartenuti a Calapino di Lodrone, il precedente 4 giugno nella chiesa di San Floriano di Storo.
Secondo una tradizione popolare Silvestro Lodron sarebbe stato a fianco di mwoqGoffredo di Buglione nella mwogprima crociata (1095 - 1099), ma non esistono prove di questa partecipazione.
Nel 1361, in seguito ad una spartizione dei possedimenti, la casata si divise nei rami di Castel Lodrone e di mwpaCastel Romano. Nel documento di divisione di beni tra Albrigino I ed i nipoti Parisino II, Antonio e Pietrozotino è nominata la giurisdizione civile e criminale in Lodrone e in mwpqVal Vestino. Questa prima divisione si risolse dopo poche generazioni, quando i Lodron di Castel Lodrone strapparono con violenza le proprietà ai loro cugini Lodron di Castel Romano.
I Lodron, vassalli del principe vescovo di Trento, approfittando della posizione di confine delle loro terre e delle lotte del mwpwprincipato vescovile di Trento con i conti del mwqaTirolo, i Visconti di mwqqMilano, gli mwqgScaligeri di mwqwVerona e la mwraRepubblica di Venezia, acquisirono potere, diritti e terre nelle mwrqGiudicarie, in mwrgVal Rendena, mwrwVal Lagarina, estendendo i propri possedimento a mwsaTrento e in mwsqTirolo, in mwsgPiemonte, in mwswCarinzia a mwtaSalisburgo e in mwtqBaviera.
Paride il Grande con i figli Giorgio e Pietro
Paride II Ottone (1380-1439)cite-ref-1[1]), detto "Paride il Grande", figlio di Pietro Ottone (Pietrozotto) "il Pernusperto" (figlio d'Albrigino)cite-ref-2[2], fu un comandante delle truppe mwwaveneziane nella guerra contro il mwwqducato di Milano. L'11 giugno mwwg1441 venne nominato conte di mwwwCemmo e mwxaCimbergo, in mwxqVal Camonica, al posto di Bartolomeo mwxgdella Torre, grazie all'aiuto fornito ai veneziani in quei territori nel mwxw1438.cite-ref-put342-3-0[3].
I figli mwawGiorgio (mwba1400 – mwbq1461) e mwbgPietro (140? – mwbw1485) ricevettero da Venezia il mwcacastello di Cimbergo in mwcqValcamonica con la contea e mwcgBagolino. Furono presenti a mwcwRoma all'incoronazione di mwdaFederico III. Il 6 aprile mwdq1452 Federico III concesse a loro e ai loro legittimi eredi il titolo e la dignità di conti dell'Impero. Nel mwdg1456 furono incaricati dal principe vescovo di Trento Giorgio Hack (1446 – 1465) di conquistare le roccaforti di Castelnuovo di Noarna-Nogaredo (Italia), mweqCastellano, Nomi e mwegCastel Corno che Giovanni mwewCastelbarco non intendeva riconoscere come feudi di Trento. I due fratelli Lodron tennero poi per sé Castelnuovo e Castellano. Nella seconda metà del mwfaCinquecento i Lodron estesero la loro influenza nel Bresciano a mwfqSalò ove ebbero un collegio e un seminario per i chierici del contado e a mwfgConcesio dove eressero un palazzo ora noto come palazzo Montini (ove nacque Giovanni Battista Montini divenuto poi mwfwpapa Paolo VI).
Lodron di Castel Romano e Lodron lagarini o di Castellano e di Castelnuovo-Noarna di Nogaredo
I due fratelli Giorgio e Pietro si divisero le proprietà in modo che i feudi lagarini di Castelnuovo-Nogaredo e di Castellano, recentemente acquisiti, assieme all'avito Castel Romano nelle Giudicarie sono di proprietà del solo Pietro Lodron. Suo figlio Martino ed i sei figli dell'altro suo figlio, Paride, poi si dividono le proprietà in modo che al primo rimane Castel Romano ed ai figli di Paride i due feudi lagarini. In seguito, circa 1530, i due feudi lagarini sono così divisi: a Nicolò e Giov.Francesco il feudo di Castelnuovo e ad Agostino ed Andrea il mwjgfeudo di Castellano. Alessandro è prete a Pomarolo ed il sesto fratello Antonio è probabilmente deceduto non comparendo nella divisione.
Il mwkaFeudo di Castellano passò a Felice, Antonio ed Agostino figli di Agostino, Andrea morì senza lasciare prole legittima. Felice si sposò, ebbe figli ma morirono in tenera età, Agostino morì trentenne di ritorno dalle Puglie, ultimo della linea di Castellano fu mwkqAntonio Lodron di Castellano, canonico e preposito del capitolo e presidente della camera del mwkgprincipato di Salisburgo. Antonio lasciò il Feudo di Castellano a Nicolò Lodron di Castelnuovo-Noarna di Nogaredo che divenne il nuovo signore di Castellano.
mwlaNicolò Maria Lodron fu investito del feudo di Castelnuovo nel mwlq1532; da questi passò al figlio mwlgParide Lodron e all'altro figlio Gasparo avuto in seconde nozze. Paride ebbe mwlwNicolò Lodron (mwma1549-mwmq1621 sposato con Dorothea Welsperg. Loro figlio primogenito fu mwmgParide Lodron (mwmw1586-mwna1653), che fu principe arcivescovo di Salisburgo dal 1619 al 1653, altro loro figlio era Cristoforo padre a sua volta di Francesco e Paride. Quest'ultimo Paride, morto nel 1703, fu l'ultimo dei Lodron lagarini. Paride, principe vescovo di Salisburgo, dotò la sua famiglia di immense ricchezze. Istituì il "maggiorasco della primogenitura Lodron"cite-ref-4[4] assegnandolo a suo fratello Cristoforo (possedimenti feudali che sarebbero passati in eredità al solo primogenito di questi); nel mwoq1653 istituì la "secondogenitura lodroniana" per il secondo figlio del fratellocite-ref-5[5]. L'arcivescovo chiamò inoltre Sebastiano Bartolomeo e Francesco Antonio Lodron, due fratelli del ramo bresciano di mwpgConcesio, come vescovi della mwpwdiocesi di Gurk (sottoposta al Principato arcivescovile di Salisburgo) in mwqaCarinzia, reggenti l'uno dopo l'altro dal mwqq1630 al mwqg1652.
Nel mwra1703 il ramo lagarino o di "Castelnuovo" Noarna e Castellano si estinse e i possedimenti della famiglia passarono ai Lodron delle Giudicarie discendenti da Giorgio, fratello di Pietro (1400-1485) da cui nacque il ramo lagarino dei Lodron.
Lodron del ramo di Castel Lodron
Il ramo di Parisotto Antonio
Un figlio di Parisotto Antonio: mwtgLudovico Lodron partecipò alle mwtwguerre contro i turchi. Nella battaglia di mwuaOsijek Ludovico fu catturato, decapitato, la sua testa fu portata in trofeo a mwuqCostantinopoli.
Figlio più giovane di Parisotto Antonio fu Sigismondo (1532-1563).
Il conte mwvamwvqSebastiano Paride Lodron (Salò, 1572 – Trento, 1611), figlio primogenito del conte Sigismondo Lodron (1532-1563) e di Margherita Roggendorf, è stato un condottiero ed ecclesiastico.
Il ramo di Francesco I
Di suoi cinque figli Paride V (* ca. 1465 – † 1515cite-ref-10[10]), Nicola e Giovanni Battista sono a menzionare.
mw0wGiovanni Battista Lodron era un condottiere che servì mw1aCarlo V, suo fratello mw1qFerdinando I e il figlio di costui, mw1gMassimiliano II. Prese parte ad innumerevoli imprese militari prima di trovare la morte nel mw1w1555 nella difesa della fortezza di mw2aCasale Monferrato contro i francesi.
Il ramo di Paride V del Castel Lodron
Paride (1507-1550), che fu sepolto nella chiesa di Lodrone e di cui esiste ancora la piastra tombale di pietra bianca, ebbe quattro figli: Francesco (1558-1579), Ludovico (1553-1604), Gerolamo (1553-1606) e Paride, canonico del mw2wduomo di Trento.
Il secondogenito, mw3qLudovico II, unitamente al fratello Gerolamo, combatté in qualità di capitano nella flotta della mw3gLega Santa e assieme i due fratelli parteciparono, oltre che alla mw3wBattaglia di Lepanto (1571), alla difesa dell'isola di mw4aMalta (1565) e alla conquista di mw4qTunisi (1573). Ha fatto costruire a Trento il palazzo di via Calepina ora sede del Tribunale Amministrativo Regionale. Ludovico non ebbe eredi ed il suo palazzo passò in proprietà a Gerolamo Lodron (1579-1639), primogenito di suo fratello Francesco (1558-1579) e fondatore del ramo tridentino dei conti Lodron.
Il ramo tridentino dei conti Lodron
Successivamente il palazzo passò al figlio di mw5aGerolamo, mw5qParide (1626-1660), dopo al figlio di Paride, mw5gFrancesco Antonio (1674-1707), che lasciò il palazzo di Trento ai figli mw5wParide e mw6aGirolamo Massimiliano (1611-1748). mw6qMichele Giovanni Giuseppe Lodron (1708-1773), primogenito di Paride e di Angela Malfatti che fu canonico della cattedrale di Trento, restaurò ed ampliò il palazzo prima di, nel 1743, rinunciare a tutti i suoi beni (ad esclusione di due stanze del palazzo che di seguito destinò a suo fratello Paride, sacerdote) a favore del fratello mw6gAntonio (1715-1773) e sposarsi (a mw6wCastel Freudenstein) con Carolina Bellini de Fin.
Con la morte di Antonio il palazzo, con tutti gli altri beni della «primogenitura di Trento», passò al figlio mw7qParide Giuseppe Maria (1772-1842), già consigliere dell'imperiale ambasciata di Stoccolma e «savio» del Municipio di Trento. Costui acquistò il Palazzo Lodron di mw7gNogaredo messo in vendita al pubblico incanto per pagare i debiti del defunto mw7wFrancesco Maria Giuseppe Antonio Lodron (1765–1805, diplomatico austriaco). Paride Giuseppe Maria morì nel 1842 prima che sua moglie Ferdinanda Contessa Bissingen-Nippenburg dava alla luce il secondogenito Ernesto Postumo Lodron (1842- 1898).
Il loro primogenito mw8qCarlo Gaetano (1840-1918) si sposò a Vienna con Antonia Lodron, figlia di Costantino (1806-1880) del maggiorasco della primogenitura lodroniana salisburghese il quale ottenne Carlo Gaetano dopo il morte di Costantino ed una lunga causa; morì a mw8gGmünd, la sede del feudo, nel 1918.
Il figlio di Carlo Gaetano, mw9aParide (1869-1925), che prima della guerra abitava nel palazzo di Nogaredo, con la morte del padre si trasferì a Gmünd ove nel 1925 morì senza eredi maschi. Una delle sue tre figlie Maria Antonietta (1904-1933) sposò Alberigo Maria Lodron della secondogenitura lodroniana salisburghese.
Il ramo della Primogenitura Lodroniana salisburgese posteriore
mw9wGerolamo (1553-1606) figlio di Paride (1507-1550), menzionato come partecipante della mw-aBattaglia di Lepanto (1571), aveva un figlio mw-qFilippo Jacopo che, assieme a sua moglie Victoria Collalto, aveva il figlio Ferdinando Filippo alias mw-gPhilipp Ferdinand, sposato con Polyxena Waldstein. Il ditto figlio nel 1707 riuscì ad aggiudicarsi il diritto della Primogenitura Lodroniana salisburghese.
Suoi figli furono mw-aKarl Wenzel (Carlo Venceslao, * 1682 Nogaredo) e Franz Anton (Francesco Antonio, * 1689).
Carlo Venceslao fu seguito dal figlio primogenito Ernesto Maria. Dando che il Palazzo della Primogenitura Lodron si affacciava sulla stessa piazza ove si affacciava anche l'edificio in cui abitava mw-gMozart, il quale diede lezioni di pianoforte alle contessine Luigia e Giuseppina e nel 1776 - 1777 compose per la contessa mw-wAntonia Lodron le due mwaqaLodronische Nachtmusiken KV 247 e KV 287, per Giuseppina inoltre il concerto per tre pianoforti KV 242. Lo stesso Ernesto Maria Lodron nel 1760 approvò uno statuto votato dai capi famiglia di Nogaredo la Carta di Regola, la quale fu proibita sotto il dominio austriaco in quanto considerata „illecita combriccola di popolo“cite-ref-11[11].
Anche il figlio d'Ernesto Maria, Gerolamo (Hieronymus) Maria († 1824), e noto come mecenate di mwaqyWolfgang Amadeus Mozart e mwaqcMichael Haydn.
Nella generazione seguente con mwaqkConstantin Conte Lodron-Laterano (* 1806 Vienna, † 1880 Vienna) – la cui figlia Antonia si sposò a Carlo Gaetano (1840-1918) del ramo trentino – il ramo del maggiorasco della primogenitura lodroniana salisburghese terminò.cite-ref-12[12]
Il ramo di Nicola
Figlio di Francesco I e di Diana di Collalto fu mwaraNicola, sposato Beatrice di Castelbarco. Uno dei loro figli fu Gerolamo Giovanni "Barbarossa" (1526-1579)cite-ref-geneall-nicola-9-1[9], reggente della Contea di Lodron.
Gerolamo "Barbarubra"
Da Gerolamo Giovanni "Barbarossa" (mwarc1526-mwarg1579), reggente della mwarkContea di Lodrone, nonché "Signore del castello di San Giovanni di mwaroBondone e della mwarsVal Vestino", e forse da Margaretha von Roggendorf nacque mwarwGerolamo Lodron "Barbarubra" (1587–1658). Colui nel mwar01611 con la morte di Sigismondo Paride di mwar4Salò ereditò la proprietà del castello di San Giovanni e la reggenza della mwar8Contea di Lodrone. Servì la casa imperiale come condottiero. Nel 1639 assunse il comando di una compagnia di tremila uomini affidatogli da Paride Lodron, mwasaarcivescovo di Salisburgo, a sostegno dell'esercito imperiale.
Figlio di Gerolamo "Barbarubra" fu mwasiNiccolò Giorgio. Sua moglie Teodora Chizzola gli partorì i figli:
• Sebastian Franz Pariscite-ref-geneall-nicola-9-2[9],
• mwasoCarlo Ferdinando (1663– 1730, presbitero dell'arcidiocesi di Trento) e
• Ludwig Franz (*1666), l'ultimo essendo il capostipite del ramo della Secondogenitura Lodroniana salisburghese posteriore.
Di mwas0Sebastian Franz Paris l'unico figlio, mwas4Gerolamo Giuseppe (1694–1738), con sua moglie Baroness Margaretha von Ahnen, ebbe figli:
• Nikolaus Sebastian (1719–1792), sposato con Maria von Harrach-Rohrau (1725–1780)
• Kaspar (1721–1790), sposato con Nothburga von Firmian
• Sebastian (1722–1773)
• Anton = Antonio Paride Giuseppe (1715/1723–1766), sposato con Maria Anna di Cles
• Ludwig (1724–1773)
• Johann Nepomuk (1725–1757)
• mwatcMassimiliano (1726–1793), arciprete di Villa Lagarina, benefattore, mecenate e reggente della mwatgContea di Lodrone
• Dominik (1728–1806)
Di mwatsAntonio Paride Giuseppe e Maria Anna di Cles l'unico figlio, mwatw mwat0Francesco Giuseppe Maria Lodron (1765-1805), fu „Signore della Valvestino„, reggente della Contea di Lodrone, diplomato austriaco e dilapidatore dell'eredità di famiglia, incluso il Palazzo Lodron di mwat4Nogaredo.
'mwauaFranz (*1666) con sua moglie Baroness Eleonore von Bartholdi (* 1682) ebbe il figlio Joseph Nikolaus (*1710/11, † 1791)cite-ref-13[13].
Il ramo della Secondogenitura Lodroniana salisburgese posteriore
mwaucJoseph Nikolaus, assieme a sua moglie Maria Josepha Walburga nata Contessa Fugger von Kirchberg und Glött, ebbe figlicite-ref-14[14] Franz Josef Conte Lodron-Laterano e Castelromano (* 1745) e Karl Franz (1748−1828).
mwau0Karl Franz von Lodron fu vescovo di mwau4Bressanone dal 16 agosto 1791 al 10 agosto 1828.
mwavaFranz Josef Conte Lodron-Laterano e Castelromano (1745–1791) nel 1790/91 fu capitano del mwaveTirolo.
mwavmMaria Alois Joseph (1780–1827), figlio del ditto Franz Josef (1745–1791), con sua moglie Maria Anna von Plaz, Freiin zu Thurn ebbe il figlio mwavqKarl (1807–1860) che si sposò nel 1835 a Monaco (Baviera) a Theresia Freiin von Gumppenberg con la quale aveva i figli
• mwavcHubert (1845–1885; si sposò a Contessa Emma Lodron-Laterano und Castelromano (1846–1906, figlia del conte Caspar zu Lodron-Laterano und Castelromano) ed Albert (1847–1914), l'ulteriore con i figli mwavgLuigi (1891–1969) ed Alberich (mwavkAlberigo) (*1895; si sposò a Contessa Maria Antoinetta zu Lodron-Laterano und Castelromano, figlia di Paride Conte Lodron-Laterano e Castelromano (* Nogaredo, 1904, † Rovereto, 1933) e
• mwavsCaspar (* Innsbruck, 1815, † Innsbruck, 1895), 1870/71 procuratore del Tirolo e 1873–1880 Presidente del governo di Carinzia.cite-ref-15[15], padre della suddetta Emma (* 1846 sposato al suddetto Hubert) e del figlio Karl (*1866, sposato con Maria Gräfin von Lodron-Laterano und Castelromano).cite-ref-16[16]
Albero genealogico
Storia
Marco da Caderzone
Cattiva fama si fecero fra i Lodron Marco da Caderzone e la contessa Dina. Il primo fu un figlio illegittimo del ramo insediatosi in mwawkVal Rendena: mwawoMarco da Caderzone uno spregiudicato e prepotente bandito che spadroneggiava in valle, autore di un fallito assalto a Castelcorno (1474) e congiurato contro il potere vescovile. Venne decapitato mwawscoram populo in piazza Duomo a Trento il 26 maggio 1490.cite-ref-17[17] La contessa Dina era sposata con Ettore un Lodron del ramo di Val Lagarina, che possedeva anche Castel Romano. La leggenda vuole che la contessa, forse non bella e forse non più giovane, fosse divenuta gelosa delle piacenti fanciulle della valle e attirava al castello i più bei giovani del suo dominio per divertirsi con loro (interpretando a modo suo lo mwaxajus primae noctis) fino all'alba quando li faceva precipitare in una fossa sul cui fondo si rizzavano lance appuntite.
Concilio di Trento nel 1545
Paride di Castel Lodrone nel 1545 era tra i nobili trentini all'apertura del mwaxmConcilio di Trento, sua figlia Lucrezia guidò per alcuni anni la Compagnia di mwaxqSant'Orsola di mwaxuAngela Merici di mwaxyBrescia.
La vendetta bagolinese del 1554
Nel 1554 durante una vendetta popolare i bagolinesi assaltarono il palazzo dei Lodron e uccisero i conti Ottone e Achille e condussero Ippolito in ostaggio a Bagolino e lo rilasciarono solo dopo che tutti i bagolinesi che si trovavano a lavorare in Tirolo tornarono a casa senza essere danneggiati passando per le terre dei Lodron. L'anno dopo un incendio distrusse Bagolino.
I Lodrone giudici nella controversia fra la Valle di Vestino e Darzo del 1743-1766 per le spese belliche
Una determinante controversia fra la mwaxwVal Vestino e mwax0Darzo nella mwax4Valle del Chiese fu causata dalla mwax8guerra di successione polacca (mwaya1733-mwaye1739), che ebbe come protagonisti da una parte gli eserciti austro-russi e, dall'altra, quelli francesi, spagnoli e sardi; terminò con il trattato di mwayiVienna del mwaym1738 con vari assestamenti territoriali specie in mwayqItalia: il re di Sardegna mwayuCarlo Emanuele III non ottenne la promessa Lombardia e dovette accontentarsi dei distretti di Novara e Tortona.
Scrisse in merito Padre mwaycCipriano Gnesotti in „Memorie delle Giudicarie”: „mwaygNell'autunno (mwayk1733) s'incominciò la guerra, e tosto s'intimarono Proclami nelle Pievi, acciò niun uomo partisse dal proprio paese sotto pena di confiscazione de' beni, e di delitto di lesa Maestà. Veramente erano partiti moltissimi in Ottobre prima del divieto, che in mwayoStoro fu proclamato solo dopo il principio di Novembre; onde molti fino alla Primavera dell'anno seguente mways1734 poterono in Italia travagliare nelle loro arti senza che vi fossero processi d'inquisizione sopra la loro assenza (…). All'aprirsi della stagione nel mwayw1734, calò per mway0Trento grosso esercito sotto la direzione del Maresciallo „Mercì”cite-ref-18[18], venendo i Giudicariesi obbligati a concorrere co' carri per condurre il Bagaglio fino a mwaziMantova, ed al mwazmPo (…).
mwazuIl Re Sardocite-ref-19[19] di consenso col generale Francese per assicurarsi da altra calata de' tedeschi nel mwazo1735, provedendo meglio a' casi suoi avanzò l'esercito suo sopra il Dominio Veneto, chiudendo le Valli alla discesa degli Alemanni. Si avanzarono alcuni per mwazsValle Sabbia, posero il campo in vicinanza di mwazwSabbio Chiese, arrivando co' Picchetti alla Nozzacite-ref-20[20], e guardie avanzate sul tenere di mwaaeVestone. Altri entrarono nella Riviera del mwaaiGarda, altri per mwaamMonte Baldo, ed altri pel Vicentino munendo da per tutto i Confini.
mwaauComparve pure nella mwaayRocca d'Anfo una compagnia di soldati Levantini di S. Marco in difesa (…). Ingrossavano però anco nelle Pievi le Truppe Tedesche, massime in Lodrone, e Rio Perone, arrivando parte sino in mwaacValvestino. Si fecero leve de' soldati urbani nelle mwaagGiudicarie (…). Si dovette fare la seconda leva da mandare in Raita (…). Questa seconda leva fu ordinata per timore che i Gallosardi s'inoltrassero per di là nel mwaakTirolo, e si preparava guerra per ottenere avvantagiosa pace, come di fatto nell'autunno mwaao1735 si fece tregua, e poi conchiusa la pace, senza mandare li nostri in Raitacite-ref-21[21]”.
Ebbe termine la guerra, si concluse la pace, ma rimasero le pesanti spese belliche sostenute dalle varie comunità delle zone giudicariesi per gli acquartieramenti ed approvvigionamenti delle truppe imperiali ed urbane. Per quanto riguarda questo argomento possiamo ben dedurre che la comunità di Darzo ne sostenne in rilevante quantità per sé ed anche per la mwabaVal Vestino. Non è stato possibile accertare le somme complessive: sta il fatto che mwabeDarzo pretese che le sue spese fossero unite con quelle della mwabiValvestino; questa non accettò ed ebbe inizio una controversia che si prolungò per circa trent'anni.
L'eterna questione del Dazio tra i Lodron e le comunità di Val Vestino
I Conti, tramite gabellieri e un daziere, raccoglievano nel palazzo del Caffaro e della Muta di Lodrone, oggi palazzo Bavaria, il dazio sulle merci in transito, sia in entrata che in uscita, tra la Contea e la confinante mwabuRepubblica di Venezia. Nel documento riguardante la locazione (affitto) del mwabyDazio di Lodrone del mwabc1739 al medico chirurgo di mwabgStoro, Giovanni Antonio Berti, si nota che tra le varie disposizioni riguardanti i doveri del „daziere” vi era quello di far recapitare eventuali messaggi, ordini o quant'altro dei Conti alle comunità Valvestinesi.
I rapporti dei valligiani con i „dazieri” e con le disposizioni che con il passare del tempo venivano continuamente aggiornate secondo le nuove esigenze, non furono proprio idilliaci. Nella domenica del 15 settembre del mwabo1743 il „Consiglio Generale” di Valle deliberò un ricorso al conte Gerolamo Massimo Antonio, arciprete di mwabsVilla Lagarina e presentaneo reggente del Contado di Lodrone per essere liberati dalle molestie recate dal signor Daciale di Lodrone.
La supplica non portò gli effetti desiderati e quindici anni più tardi, il 27 agosto del mwab01758, in seguito al proclama emanato il 5 agosto dal conte reggente Giuseppe Nicolò, nel quale nuovamente si ribadiva la consegna e il pagamento del dazio presso il palazzo della Muta a Lodrone, il notaio Giovanni Pietro Marzadri, a nome dei rappresentanti civici, presentava l'ennesimo ricorso.
Questo ricorso costò 43 mwab8troni alle comunità, di cui 30 troni per le sole spese sostenute dal notaio Marzadri in cinque giorni di viaggio a mwacaVilla Lagarina. Se le comunità Valvestinesi si compiangevano in continuazione con i feudatari per il trattamento fiscale, altrettanto questi facevano, a loro volta, nei confronti degli imperatori d'Austria.
Nel mwaci1769 anche la famiglia Lodron con un esposto all'imperatrice mwacmMaria Teresa d'Austria protestava per l'instaurazione del Dazio austriaco a mwacqLodrone. Qualche decennio più avanti, altra lamentela coi Lodrone e il notaio Antonio Stefani di mwacuMagasa ne stilava il documento.
Alla fine la nobile famiglia, forse stanca delle continue rimostranze, accondiscendeva in parte alle richieste dei sudditi, ed il 3 marzo del 1792 in mwaccVilla Lagarina, Giovan Battista, notaio pubblico per autorità imperiale, stipulava l'atto di rinnovazione della locazione temporale del Dazio ai giurati delle comunità con sede nel paese di mwacgTurano, probabilmente nella già citata casa Marzadri.
Il Dazio lodroneo fu definitivamente soppresso nel mwaco1805 dal Governo Bavarese che incamerava quello di Lodrone e Turano. Nel mwacs1809 venivano assegnati al conte Paride e consorti Lodron come indennizzo Lire 1530 all'anno. Ma nel mwacw1814, Vincenzo de Villas, procuratore della nobile famiglia, chiedeva al Governo austriaco il rimborso delle annualità arretrate.
Residenze dei Lodron
Queste sono alcune dimore che i Lodron hanno costruito o hanno abitato.
| Comune | Regione | Provincia | Struttura |
|---|---|---|---|
| Lodrone | Trentino-Alto Adige | Trento | Palazzo Lodron o della Muta o Bavaria, Castello di Santa Barbara e Palazzo del Caffaro |
| Bondone | Trentino-Alto Adige | Trento | Castello di San Giovanni |
| Caderzone Terme | Trentino-Alto Adige | Trento | Palazzo Lodron Bertelli |
| Turano | Lombardia | Provincia di Brescia | Casa Lodron o Casa del Dazio o Casa Marzadri |
| Salò | Lombardia | Provincia di Brescia | Palazzo Lodron o Convento di Santa Giustina o Collegio Civico |
| Pieve di Bono-Prezzo | Trentino-Alto Adige | Trento | Castel Romano |
| Trento | Trentino-Alto Adige | Trento | Palazzo Calepina |
| Morsasco | Piemonte | Alessandria | Castello Caderzone Terme Trentino Alto Adige Provincia di Trento Maso Curio Palazzo Lodron Bertelli |
| Cimbergo | Lombardia | Brescia | Castello di Cimbergo |
| Concesio | Lombardia | Brescia | Casa Montini (casa natale di Papa Paolo VI ) |
| Nogaredo | Trentino-Alto Adige | Trento | Palazzo Lodron |
| Nogaredo | Trentino-Alto Adige | Trento | |
| Castellano | Trentino-Alto Adige | Trento | Castello di Castellano |
| Appiano sulla Strada del Vino | Trentino-Alto Adige | Bolzano | Castel Freudenstein |
| Innsbruck | Austria | Tirolo | Palazzo Lodron |
| Stumm | Austria | Tirolo | Castello |
| Himmelberg | Austria | Carinzia | Castello di Piberstein |
| Salisburgo | Austria | Salisburghese | Palazzi dei maggiorascati di primogenitura e secondogenitura |
| Gmünd in Kärnten | Austria | Carinzia | Castello |
| Haag an der Amper | Germania | Baviera | Castello |
Note
cite-note-11. ↑ Morì nel 1439 (mwaoeFausto Balestrini, I Lodrone a Concesio, dicembre 2002 mwaoiArchiviatomwaom il 5 giugno 2015 in mwaoqInternet Archivemwaou.), più precisamente il 10 maggio (mwaocNo. 7880 dell'ascendenza della Queen Victoria)
cite-note-22. ↑ Il testo segue la genealogia data su mwaoswww.geneall.net
cite-note-put342-33. ↑ mwao8Romolo Putelli, mwapaIntorno al castello di Breno: storia di Valle Camonica, Lago d'Iseo e vicinanze da Federico Barbarossa a S. Carlo Borromeo, Brescia, La Nuova Cartografica, 1989 mwape[1915], p.mwapi 359.
cite-note-44. ↑ Secondo le disposizioni (riviste nel mwapc1652 circa) relative alla primogenitura, le giurisdizioni di Castellano e "Castelnuovo" di Noarna sarebbero state governate dal nipote Francesco Nicolò e amministrate da un reggente scelto tra i Lodron da tutti i membri della casa (mwapg„Paris Lodron – Un grande a ricordare”, Il Trentino, 2003 mwapkArchiviatomwapo il 4 marzo 2016 in mwapsInternet Archivemwapw.)
cite-note-55. ↑ Nonostante l'estinzione della discendenza maschile di Cristoforo nel 1703, la primogenitura e la secondogenitura lodroniane, come mwaqeFedecommessi, persisterono, risultando nello stabilimento d'altri rami.
cite-note-66. ↑ mwaqumwaqymwaqcwc.rootsweb.ancestry.com.
cite-note-77. ↑ Vedi la mwaqsCronologia della Val Vestino
cite-note-88. ↑ mwaq8mwaramwareGianni Poletti, Piccola storia di una grande famiglia (Il Trentino N. 230 - Ottobre 1999), su mwaririviste.provincia.tn.it mwarm(archiviato dall'mwarqurl originale il 26 dicembre 2015).
cite-note-geneall-nicola-99. ↑ mwarwmwar0mwar4Genealogia di Nicola, conte di Lodron-Laterano, su mwar8geneall.net. mwasaURL consultato il 21 luglio 2009.
cite-note-1010. ↑ No. 1970 dell'mwasqascendenza della Queen Victoria: Paris V von Lodron, sposato con Maria Brembate
cite-note-1111. ↑ mwasgmwaskmwaso„Nogaredo e le sue strie” (comune.nogaredo.tn.it), su mwasscomune.nogaredo.tn.it mwasw(archiviato dall'mwas0url originale il 25 luglio 2008).
cite-note-1212. ↑ mwatemwatimwatmLODRON (LODRONE) e LODRON-LATERANO, su mwatqsardimpex.com. mwatuURL consultato il 28 febbraio 2023.
cite-note-1313. ↑ Il presente capitolo riunisce il materiale disponibile, in particolare concernente i personaggi più conosciuti, da un punto di vista storico-genealogico; deve tenersi in conto, comunque, che la maggior parte delle informazioni si riferisce a rami laterali dei conti Lodron.
cite-note-1414. ↑ mwatwwww.geneall.net e mwat0wc.rootsweb.ancestry.com
cite-note-1515. ↑ Österreichisches Biographisches Lexikon 1815-1950, Bd. V S. 269
cite-note-1616. ↑ mwauqmwauumwauywww.geneall.net, su mwaucgeneall.net.
cite-note-1717. ↑ mwausTranquillo Giustina, mwauwL'estrema congiura. Gli ultimi anni di Marco da Caderzone in Passato Presente quaderno n. 16, Storo, Il Chiese, 1990.
cite-note-1818. ↑ Costui era mwavaClaudio Florimondo d'Argenteau, conte di Mercy generale posto al comando di mwaveEugenio di Savoia
cite-note-1919. ↑ mwavuCarlo Emanuele III
cite-note-2121. ↑ Servizio obbligatorio a favore della Comunità.
Bibliografia
• mwawaGianni Poletti, Lodron: oltre la culla della Val del Chiese, in Luca Giarelli (a cura di), I Signori delle Alpi. Famiglie e poteri tra le montagne d'Europa, 2015, ISBN 978-8893218924.
• mwawiGiuseppe Papaleoni, Tutte le opere Vol. 3 - I Lodron, Storo, Cooperativa Il Chiese, 1994. a cura di Gianni Poletti.
• mwawqKarl Ausserer, Die Herrschaft Lodron im Mittelalter, bis zum Untergange der älteren Linie von Castelromano. In Jahrbuch del K.K. Herald. Gesellschaft Adler, vol. XV, Wien, 1905. Vedi traduzione in italiano: mwawuLa signoria dei Lodron nel Medioevo a cura di Gianni Poletti in ''mwawyPassato Presente - Contributi alla storia della Val del Chiese„
• CENTRO STUDI JUDICARIA, mwawg„Mappa lodroniana“, mwawkTione (TN), 1994.
• AA.VV., mwaws„I Lodron dal Trentino all'Europa. Storia di una grande famiglia“, Trento, 1999.
• Margarete Miklautz (introduzione e traduzione di Gianni Poletti). mwaw0I Lodron del Novecento. Il Chiese. mwaw4Storo, 2001.
• C. Festi, mwaxqScritti storico araldico genealogici sulle famiglie Lodron, la Grafica Anastatica, Mori 1983.
• G. Poletti, mwaxyDalle crociate alla secolarizzazione profilo storico della famiglia Lodron, in „Sulle tracce dei lodron“, a cura del Centro Studi Judicaria, Trento 1999.
• G. Lonati, mwaxwDi una controversia tra i conti di Lodrone ed il Comune di Tignale, in „Commentari dell'Ateneo di Brescia“, 1932.
• Vito Zeni, mwax4I Lodrone giudici in una controversia fra la Valle di Vestino e Darzo„, in Judicaria, n. 8, Tione 1988.
• Q. Perini, mwayaLa Famiglia Lodron di "Castelnuovo" Noarna e Castellano, in: Atti della I.R. Accademia degli agiati in Rovereto (XV, Famiglie nobili Trentine), Rovereto 1909.
• mwayiGiuliano Fusi, Bagolino. L'altra faccia dei Lodron, Euroteam, 2001, ISBN non esistente.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lodron